CAPITOLO
I
FACILITIES
PER CENTRALE IBRIDA (SOLE, METANO).
La
centrale termoelettrica (solare e metano) da 5 MW è
essenzialmente costituita da:
BACINO
IDRICO
da riempire con acqua di mare ad opere compiute. E’
indispensabile crearlo nelle vicinanze della costa per
facilitare il ricambio dell’acqua con l’alta e la
bassa marea. Una profondità di 87 m circa, un volume
massimo di 20.000.000 m³, sono più che sufficienti per
il fabbisogno della centrale ibrida da 5 MW nominali (Clicca
per vedere
il disegno 02 – A).
STRUTTURA
DI BASE
costituita da materiale in calcestruzzo con carica in
acciottolato granitico e rifinito, per maggiore
protezione, da alcuni strati di resina epossidica (Araldit
E + polimerizzante 951).
La
struttura, sarà di forma circolare, sulla quale saranno
creati dei cilindri dello stesso materiale e disposti
uniformemente in un ipotetico cerchio del diametro di
63,50 m. un’altezza di 10,5 m ed un diametro di 6,4 m.
La
struttura dovrà essere costruita sul fondo del bacino ed
in zona centrale (Clicca
per vedere il disegno 02 – B).
VOLANO
ENERGETICO (BUFFER)
ottenuto da 5 tubazioni dal diametro interno di 6,5 m. e
di altezza utile 80,0 m. I primi 10,5 m. delle 5
tubazioni, conterranno i 5 cilindri in calcestruzzo, i
rimanenti 80 metri e da 6,5 m di diametro, conterranno
aria compressa alla pressione di 100 Atm.
I
volani saranno d’acciaio inossidabile con aggiunta di
carbonio per sopportare la corrosione. Essi saranno
disposti in perfetta verticalità ed avranno la funzione
oltre a quella di volano energetico, anche quella di
essere una struttura portante di tutta la centrale
termoelettrica ibrida.
Il
volume totale del volano sarà pari a 2.653 m³. Esso avrà
una potenzialità di 147.555 kgm pari a 1.445 kW, 1,445 MW
ed un’energia, per il tempo di 18000 secondi (5 h), di
7.225 kWh. Le 5 tubazioni avranno un valore potenziale
totale di 7,225 MW, un potere energetico, considerando 5
ore di sole dalle 11:00 alle 16:00 pari a circa 36.125 kWh
(le prime 2 ore serviranno per portare a regime
l’impianto mentre l’ultima non verrà considerata).
Ai
volani, per ottenere una buona stabilità e resistenza
meccanica, per spazio occorrente a contenere tutte le
parti
che produrranno energia elettrica, saranno saldate delle
piattaforme metalliche disposte a diverse altezze.
Il
numero delle piattaforme sarà di 4 (vedere disegni 02
– C,
02
– C1,
02
– C2,
02
– C3,
02
– C4)
e nell’ordine secondo numerazione:
·
Alla piattaforma n°1, in appoggio alle sommità dei
volani, saranno installati i 5 compressori turboreattori
ciascuno dei quali saranno composti di: turbina Curtis o
Parsons alimentata da vapore generato dai captanti solari
o dall’apparato funzionante con la combustione del
metano. La turbina, con la propria rotazione e rapporto di
trasmissione, movimenterà una serie di fans in cascata
che aspireranno aria attraverso un filtro depuratore per
poi comprimerla tramite compressore lineare a diversi
stadi L.P. e nuovi diversi stadi H.P. Un compressore
finale centrifugo comprimerà definitivamente l’aria
alla pressione desiderata di 100 Atm per immetterla,
attraverso una valvola unidirezionale, nel corrispondente
buffer.
Nella
eventualità che la turbina, con i vari compressori non
dovesse riuscire a generare nel tempo di 1 secondo la
potenza desiderata sotto forma di aria compressa a 100 Atm,
a valle dei compressori verrà posto uno statoreattore del
tipo Atrex che, con la combustione di idrogeno liquido
incrementerà, con i gas generati, la potenza dell’aria
della turbina-compressori (la nuova aria, con l’ausilio
dello statoreattore, si presenterà con una percentuale di
ossigeno più ridotta ma che comunque non comprometterà
la funzione di comburente del gas in stoccaggio per le
fasi produttive che seguiranno).
Sulla
stessa piattaforma saranno installati due generatori
elettrici a gas con funzioni identiche a quelle dei generatori di
centrali elettriche di ultima generazione a ciclo
combinato con la sola differenza che non si adopereranno i
fumi di risulta nel camino per generare vapore da
impiegare nella turbina calettata all’alternatore i gas
di risulta verranno incanalati nella parte ascendente
delle catenarie in modo da produrre acqua calda che, per
diversa densità, avrà un movimento ascensionale
aumentando la resa della catenaria per nuova forza
aggiuntiva da sommare a quella generata dalle ogive con la
quantità di liquido spostato.
La
parte primaria del generatore sarà dato da un involucro
tubolare nella parte finale del quale vi sarà una turbina
a gas che sarà movimentata perché investita da gas
generati a monte da una camera di combustione con
comburente ricavato da aria aspirata dalla turbina stessa
e da carburante CH4. Prima di entrare nella camera di
combustione il comburente riceverà la dovuta riduzione
volumetrica per compressore lineare lamellare L.P. e, a
seguire, sistema a lamelle statiche e rotanti a diversi
stadi per ottenere l’aria con pressione elevata (H.P.).
Dopo la combustione, la turbina invierà i gas nei volani
di raccolta. Prima di entrare in stoccaggio, i gas saranno
arricchiti d’ossigeno aspirato da un serbatoio
adoperando il sistema Venturi.
·
Sulla piattaforma n°2 e che si troverà ad un
livello superiore rispetto alla superficie del bacino
idrico, saranno ancorati i supporti delle pulegge delle 5
catenarie che movimenteranno i relativi alternatori per
produrre energia elettrica.
Oltre
agli alternatori, le 5 catenarie avranno ciascuna un
sistema che avrà lo scopo di sganciare le ogive dalla
catena per immetterle in un contenitore tubolare affinché
possano ritornare a 60 m di profondità per essere
riciclate.
·
La piattaforma n° 3 avrà il solo scopo di
sostegno alle pulegge di ritorno delle 5 catenarie.
·
La piattaforma n°4, ad una profondità di circa 68
m, sarà totalmente chiusa da una camera stagna in acciaio
inox con carbonio. Un tubo di aerazione collegherà la
camera stagna con l’esterno.
In
appoggio alla piattaforma, verranno installati 5 complessi
autonomi (statoreattori alimentati da carburante CH4 e
comburente alla pressione di 6 Atm prelevata dal buffer)
che serviranno a lanciare ad ogni secondo una ogiva
prelevata dal contenitore cilindrico per trasferirlo
dall’interno della camera stagna verso l’esterno
affinché possa agganciarsi alla catenaria alla profondità
di circa 60 m. |